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dic 05

L’Unione Europea ed i collaborazionisti nostrani asfaltati sotto una valanga di no!

Matteo Renzi incontra Jean Claude Juncker

Un giorno storico per la Repubblica Italiana. L’assalto della finanza, tramite i collaborazionisti nostrani, è fallito. L’Unione Europea non entra definitivamente in Costituzione.

 Un muro composto da quasi il 60% di “no” ha fermato il golpe. Il testo che enunciava le ragioni della riforma voluta da questo governo di traditori parlava chiaro: serviva adeguare l’ordinamento interno agli stringenti vincoli europei. Le illecite riforme del 2001 e del 2012 non erano state sufficienti a legalizzare questo crimine.

Ma visto che tutto ciò è fallito, visto che questo disegno eversivo è stato fermato dal popolo, la conclusione che ne possiamo trarre è unica: l’attuale normativa europea è incompatibile con la Costituzione. A questo punto mi auguro che il Tribunale di Genova, che a breve andrà a sentenza circa l’illegittimità delle cessioni di sovranità sino ad oggi compiute, ne prenda atto e ci porti fuori definitivamente da questo incubo aprendo la strada ai processi nei confronti di chi ha collaborato per tradire la Repubblica.

Stasera abbiamo vinto la battaglia, ma non la guerra! È solo un primo passo, ora più decisi che mai!

Domani vedremo che farà Renzi (ha annunciato le dimissioni), ma soprattutto che dirà Mattarella, l’amico della Commissione Trilaterale, che siede immeritatamente al Quirinale…

Ma noi siamo qui, e non avremo pace finché non li avremo spazzato via, finché non sarà ripristinata la democrazia, finché il regno violento della finanza internazionale non sarà solo un ricordo, al pari del fascismo.

Andiamo avanti! L’Italia s’è desta!

Avv. Marco Mori – Riscossa Italia – autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs.