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Dic 06

Mattarella è il nostro Presidente o un commissario di Bruxelles?

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Non nutrivo grossi dubbi circa le posizioni di Sergio Mattarella dopo l’inchino avvenuto direttamente al Quirinale alla Commissione Trilaterale, ovvero all’associazione eversiva della finanza internazionale, che da tempo si vanta di imporre ai governi le proprie decisioni.

Ma in questi giorni il fatto che il Presidente risponda unicamente al volere di Bruxelles, e dunque dei potentati finanziari sovranazionali, è divenuto ancor più palese. Dopo la sconfitta di Renzi al referendum e le sue dimissioni, Mattarella ha infatti deciso di congelarle di fatto imponendo al governo di proseguire.

La scelta è stata determinata dalla semplicissima ragione che la legge di stabilità, già approvata alla Camera, è in odore di osservazioni da parte della commissione europea. Pertanto Mattarella pretende che ci sia in carica un Governo, che sia pronto ad imporre al Parlamento, a colpi di fiducia se necessario, il rispetto del “vincolo esterno”. Ovvero di quel vincolo che gli italiani non hanno voluto costituzionalizzare definitivamente con il “no” al referendum di domenica scorsa.

Oggi non siamo più una democrazia, ma non perché le regole vigenti nel nostro ordinamento lo causino direttamente. La nostra Costituzione, se applicata, imporrebbe al Parlamento ed al governo di alzare il telefono e spedire a quel Paese Bruxelles, riscattando la nostra sovranità, in particolare quella monetaria, elemento fondante per la stessa esistenza dello Stato.

La Costituzione ci imporrebbe di infischiarcene dei criminali vincoli che impongono di non immettere moneta nell’economia reale anche quando essa è in deflazione conclamata (dato macroeconomico che per definizione certifica la carenza di liquidità nell’economia reale). Moneta che si crea dal nulla e si lascia nelle tasche dei cittadini solo tassando meno di quanto si spende, ovvero con politiche di deficit sovrano.

Mattarella, in questo contesto, preferisce tradire la Costituzione ed il suo Paese imponendo, abusando dei suoi poteri, il mantenimento in carica di un governo che sia pronto ad ubbidire, senza esitazioni, agli ordini dei mercati a cui abbiamo in definitiva ceduto, nei fatti sottoscrivendo illegittimi trattati internazionali, la nostra sovranità. Sovranità che lo stesso Mattarella definisce irrecuperabile, in quanto sarebbe illusorio pensare il contrario. Per lui dunque è illusorio pensare a mercati sotto il controllo della democrazia.

Fermeremo questi collaborazionisti, e lo faremo grazie alla nostra Costituzione, alla Costituzione lasciataci da chi aveva già capito tutto nel 1948, da chi aveva capito le drammatiche conseguenze che i mercati senza controlli provocano. Avevo ragione quando dicevo a Canale Italia che Mattarella andrebbe messo in stato d’accusa. Oggi riproporrò il video sulla mia pagina Facebook. Attendo un processo per vilipendio per “asfaltare” in dibattimento questi traditori, d’altronde io non porto indizi a suffragio di ciò che dico, ma prove piene.

Avv. Marco Mori – Riscossa Italia – autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs