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ago 07

Mario Draghi chiede di cedere la sovranità nazionale!

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In data 7 agosto Mario Draghi, il Governatore della banca centrale europea, ha pronunciato una dichiarazione a dir poco surreale. Draghi, cittadino italiano e come tale soggetto al rispetto delle leggi di questa nazione e soprattutto alla sua Costituzione, ha espressamente invitato i paesi UE a cedere la loro sovranità per le riforme strutturali.

Ora come noto l’art. 11 Cost. recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Pertanto la cessione di sovranità (sovranità che ex art. 1 Cost. appartiene ovviamente al popolo), al contrario della mera limitazione, e’ un fatto palesemente illecito. Ma non solo, e’ un atto ostile contro la personalità dello Stato e dunque un reato.

L’art. 243 c.p. punisce: “Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinché uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilità contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni. Se la guerra segue, si applica la pena di morte; se le ostilità si verificano, si applica l’ergastolo”. Trattasi di disposizione normativa che mira a tutelare l’interesse del mantenimento della pace e dell’esclusione, nello svolgimento delle relazioni internazionali, di interferenze da parte di soggetti non autorizzati (ad esempio Mario Draghi), conniventi con lo straniero, capaci di compromettere i rapporti e la pacifica convivenza tra i popoli.

Il verificarsi dell’evento bellico non è elemento necessariamente richiesto per la consumazione del reato in parola per il quale è sufficiente l’avvenuta intelligenza con lo straniero anche al mero fine di compiere altri atti altrimenti ostili alla nazione che è proprio ciò che interessa in questa sede. Tenere “intelligenze” significa semplicemente stringere un accordo con lo straniero (ovvero ciò che Draghi ha chiesto di fare oggi), accordo che ai fini del reato in parola può anche essere assolutamente palese e non già occulto.

La stipula di un trattato o un qualsiasi accordo internazionale è pacificamente un atto d’intelligenza con lo straniero.  La qualificazione giuridica meno immediata è invece quella che definisce appunto il concetto di “atto ostile”. Atti di ostilità sono tutte le azioni d’inimicizia diverse dalla guerra stessa che risultino dannose per la personalità giuridica del paese, anche qualora non coercitivi o non violenti.

L’ordinamento democratico della Repubblica Italiana si basa ovviamente sulla nostra Costituzione che all’articolo 1 attribuisce espressamente la sovranità al popolo. Tale passaggio costituisce l’essenza di una democrazia nel senso proprio del termine.
Un atto d’intelligenza con lo straniero che comporta la sottrazione della sovranità e dell’indipendenza nazionale in violazione degli artt. 1 e 11 Cost. deve necessariamente qualificarsi come atto ostile a quel bene giuridico che si può definire personalità dello Stato Italiano.

Non vi è infatti azione più ostile nei confronti di una nazione di quella diretta a cancellarne la sovranità o a menomarne l’indipendenza. Ogni evento bellico è per sua definizione il tentativo di sottomettere un altro Stato menomandone proprio la sua sovranità e la sua indipendenza.

La cessione di sovranità dell’Italia in favore di organismi stranieri rappresenta indiscutibilmente la fine dell’Italia quale nazione libera ed indipendente, ciò è esattamente quello che accadrebbe in caso di occupazione militare del paese. Siamo in presenza di un atto oggettivamente ostile alla personalità dello Stato. Se si parla di interessi nazionali la valutazione dovrà quindi essere esclusivamente giuridica e non di mera opportunità.

Anche se si ritenesse che la cancellazione dell’Italia come Stato possa essere atto compiuto nell’interesse del popolo italiano stesso ciò non toglierebbe la qualifica di atto ostile ad un trattato che disponga suddetta cancellazione.
Ergo il carattere ostile di un atto è in re ipsa nella cessione di sovranità compiuta in violazione di principi fondamentali della nostra costituzione indipendentemente dal fatto che si possa pensare o meno che tale cessione migliorerà la qualità della vita nel nostro paese.

Dunque un discorso come quello di Mario Draghi di cui si è già detto ove si enfatizza il disegno di cedere la sovranità nazionale in favore dell’Europa dei mercati non può lasciare francamente indifferenti.

A questo punto e’ doveroso chiedere alla Procura di Roma quali siano le loro intenzioni perché l’inerzia stavolta sarebbe davvero inaccettabile anche alla luce del fatto che Matteo Renzi (ovvero il Presidente del Consiglio) si e’ detto d’accordo nel procedere con le cessioni di sovranità. Mandare Draghi al Quirinale sarebbe come eleggere Toto Riina nuovo Pontefice.

Vi segnalo infine un video che e’ bene riguardare: “Draghi un vile affarista”. Ricordate chi parlò così di lui rincarando con un eloquente e’ “il liquidatore, dopo la famosa crociera sul Britannia, dell’industria pubblica italiana”? Francesco Cossiga. Apriamo gli occhi prima che sia tardi. Vanno fermati.