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Marco Mori correrà per la carica di Sindaco di Genova.

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Riscossa Italia, il partito politico di cui ho l’onore di essere segretario ha un progetto molto ambizioso. Portare il Paese fuori dalla gabbia europea, ripristinando la nostra sovranità e dando piena attuazione alla Costituzione primigenia (la versione originale del 1948), con conseguente abbandono della criminale ideologia neoliberista.

Per raggiungere tale risultato è fortemente auspicabile un’ampia coalizione trasversale che sappia correre unita alle prossime politiche, i tempi delle divisioni tra destra e sinistra sono finiti. I segnali che tale coalizione potrà nascere ci sono già, non posso che nutrire ottimismo sul punto.

L’azione vera e propria del partito, già rappresentato in Senato grazie a Paola De Pin, inizierà dalle prossime amministrative ed ho scelto di scendere in campo personalmente nella città di Genova, dove si voterà il prossimo Maggio. Utilizzare gli spazi mediatici che così si apriranno, sarà infatti fondamentale per far passare i contenuti in cui crediamo. Siamo ben consapevoli che oggi un Sindaco ha le mani completamente legate dal vincolo esterno UE e che di fatto, il 99% di ciò che vi sentirete raccontare dagli altri candidati, saranno unicamente le consuete sciocchezze. Genova come il resto del Paese andrà sempre più a picco se non sapremo riprenderci le normali leve di sovranità proprie di uno Stato.

Il programma per Genova sarà dunque un programma di rottura completa, ad altissimo rischio di conseguenze personali se dovessi davvero divenire Sindaco della città. Non prederò per i fondelli i genovesi, a cui invece spiegherò l’unica linea possibile: unirsi e lottare contro Bruxelles ed i poteri finanziari sovranazionali.

Domenica 29 gennaio, presso il teatro Carlo Felice di Genova, alle ore 18:00, presenteremo il nostro programma locale, anche alla gradita presenza del Presidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena.

I punti sintetici per la nostra visione per un Comune nuovamente “normale”, anziché schiavo, sono i seguenti:

1. Piena applicazione dei principi fondamentali della Costituzione, in conformità della sentenza della Corte Costituzionale n. 275/16. L’erogazione dei diritti incomprimibili non può essere limitata da qualsivoglia esigenza di bilancio, il patto di stabilità interno verrà dunque rifiutato con forza e sarà violato, opponendo ogni eventuale sanzione davanti alle autorità giudiziarie preposte;

2. Messa in sicurezza della città a tutti i livelli ed a prescindere da ogni disponibilità di cassa. La tutela dei diritti incomprimibili obbliga lo Stato a trasferire al Comune le risorse necessarie, Stato che riscattando la sovranità monetaria, non avrebbe alcun problema di cassa. Basterebbe disporre nuovamente di una Banca Centrale, che tornasse ad essere la necessaria prestatrice illimitata di ultima istanza. Se lo Stato non deciderà in tale senso, sarà una sua scelta politica, fonte di responsabilità, sia sotto il profilo penale che civile;

3. Rigetto dell’insensata politica dell’accensione di prestiti da parte dell’amministrazione comunale. I soldi per il normale funzionamento dei servizi e per l’erogazione dei diritti incomprimibili devono arrivare dallo Stato, non devono certamente essere chiesti in prestito, con un danno enorme in termini di interessi da corrispondere. Il Comune non è un’azienda, ma un’amministrazione pubblica che può (e più spesso deve) operare in deficit di bilancio;

4. Mantenimento dell’abolizione delle imposte indirette sulle prime case dei cittadini (salvo quelle di lusso), in quanto palesemente incostituzionali;

5. Introduzione di una moneta complementare, placebo che tuttavia a livello locale darebbe un minimo di sollievo, in attesa che l’Italia torni alla propria moneta;

6. Moratoria agli sfratti ed ai pignoramenti immobiliari, su tutto il territorio del Comune, nei confronti dei cittadini che non dispongono di un reddito sufficiente a trovare un’altra abitazione. Le banche attenderanno a riavere i propri soldi. Quanto ai privati danneggiati da questo provvedimento, essi riceveranno un’equa indennità dal Comune per l’occupazione del proprio immobile ed otterranno la completa esenzione da ogni tributo in riferimento ai beni bloccati;

7. Assistenza a tutti coloro che sono privi di vitto ed alloggio, in conformità al disposto dell’art. 38 Cost.

8. Stop ad ogni privatizzazione ed a qualsiasi vendita dei beni Comunali, recupero di quanto già alienato, o anche di ciò che è stato semplicemente dato in gestione ai privati;

9. Ritorno al numero chiuso per le le licenze relative alle attività commerciali da fissarsi per ogni settore merceologico sulla base della domanda di quel particolare bene o servizio.

Il programma nazionale invece è visibile sul sito www.riscossaitalia.it, la rivoluzione è appena iniziata e non ci fermeremo fino alla vittoria completa.

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Avv. Marco Mori – Riscossa Italia, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs