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Dic 04

La causa per il riscatto della nostra sovranità prosegue: domani il primo round del secondo grado di giudizio.

Domani, 5 dicembre, presso la Corte d’Appello di Genova, si celebrerà la prima udienza del giudizio di secondo grado nella causa che mi vede contrapposto al Ministero degli Interni, a quello degli Esteri ed alla Presidenza del Consiglio al fine di provocare l’uscita dell’Italia dall’euro ed UE.

L’obiettivo della vertenza è specificatamente quello di portare davanti alla Corte Costituzionale la questione di legittimità delle leggi di ratifica dei trattati internazionali che hanno costituito l’UE e l’euro. In sostanza si ribadisce quanto più volte detto, data l’appartenenza al popolo della sovranità (ex art. 1 Cost.) essa non poteva essere ceduta, ma solamente limitata come prevede l’art. 11 Cost.

Una sovranità limitata resta nella disponibilità del popolo italiano ma viene semplicemente contenuta nel suo esercizio a fini di pace e giustizia, oltre che in condizione di reciprocità con le altre nazioni.

Non era dunque possibile cedere ad organismi sovranazionali sovranità fondamentali come quelle monetarie ed economiche. Il popolo italiano non è più sovrano. Per leggere l’atto d’appello in integrale, atto molto articolato e complesso che vi chiarirà meglio la ratio della vertenza, cliccate qui.

Se invece volete leggere la comparsa di costituzione e risposta delle controparti cliccate QUI.

Al contrario delle azioni penali in corso, questa vertenza, essendo portata avanti in sede civile, è estremamente costosa. Il primo grado ha determinato la liquidazione delle spese di soccombenza in oltre sei mila euro complessivi. Nonostante ciò è mia intenzione andare fino alla Corte di Cassazione, costi quel che costi. Inutile dire che le donazioni sono però ben accette, visto che così mi consentite di agire senza supportarne integralmente i gravosi costi. Per sostenermi contattatemi alla mail mrc.mori@libero.it