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“Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”

Il mio libro, “Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” è finalmente disponibile.

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Con la prefazione di Magdi Allam e l’introduzione di Giuseppe Palma…

Il testo, previa una concisa spiegazione del modello costituzionale, e di come i Padri Costituenti avevano messo al bando il modello neoliberista, riconoscendone la piena responsabilità nella tragedia della seconda guerra mondiale, analizza la genesi della dittatura europea codificata nei trattati e le evidenti responsabilità penali di chi ha tradito deliberatamente gli interessi nazionali, riportandone le più clamorose dichiarazioni confessorie.

“Io ho una distorsione che riguarda l’Europa ed è una distorsione positiva, anche l’Europa, non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi e di GRAVI crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini, ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico di non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto visibile conclamata. Certamente occorrono delle autorità di enforcement (n.d.s. costrizione traducendo in Italiano) rispettate che si facciano rispettare che siano indipendenti e che abbiano risorse e mezzi adeguati oggi abbiamo in Europa troppi Governi che si dicono liberali e che come prima cosa hanno cercato di attenuare la portata la capacità di azione le risorse l’indipendenza delle autorità che si sposano necessariamente al mercato in un’economia anche solo liberale” (Mario Monti – 2012).

Nelle 240 pagine del testo ho volutamente dato largo spazio al dibattito dell’Assemblea Costituente, leggere quelle parole oggi causerà letteralmente l’immediata caduta della mascella dei lettori. Tanto diventa evidente la totale assenza di consapevolezza della nostra attuale classe politica, che peraltro, come spiego nel volume, detiene abusivamente il potere politico in forza della grave alterazione dei principi di rappresentatività democratica causati dal ben noto “porcellum”.

Alla fine della lettura resterà un sapore amaro in bocca, mitigato però da un capitolo finale, il quarto, in cui spiego a tutti cosa si dovrebbe fare per ripristinare il modello costituzionale. Certamente la soluzione proposta sarà estremamente indigesta, anzi spietata, nei confronti dei mercati, del potere finanziario, delle banche, dei banchieri, delle lobby di potere economico più varie, delle case farmaceutiche, delle lobby dell’energia, ecc..

Se si lascia libero sfogo alla legge della libera concorrenza e alla libera iniziativa animata solo dal fine del profitto personale, si arriva pur sempre al super capitalismo e così a quelle conseguenze che lo stesso onorevole Maffioli depreca, fra le quali primeggia la guerra tremenda che fu la rovina di tanti popoli (omissis…).

È possibile parlare di un progetto social-comunista quando si afferma all’articolo 38 che la proprietà privata è assicurata e garantita e all’articolo 39 che l’iniziativa privata è libera?

Non è dunque un progetto social-comunista. È vero che sono affermati vincoli e limiti al diritto di proprietà. Ci sono limiti, perché non si vuole che si formino delle grandi concentrazioni di proprietà che sottraggono all’iniziativa privata grandi strati di produttori e costituiscono a un tempo delle potenze economiche tali che, se anche potessero condurre ad un grado di produttività più elevato, portano altresì a quella potenza politica che, non avendo altro intento che il vantaggio patrimoniale privato, disconosce e travolge gli interessi materiali, morali e politici della collettività scatenando quelle conflagrazioni che ci hanno portato alla miseria attuale” (On. Gustavo Ghidini – 1947).

Questo è molto altro è “Il tramonto della democrazia”, una sorta di testamento culturale che consentirà ai posteri di capire che non tutti, in questo periodo buio di dominio del totalitarismo finanziario, erano omertosi davanti a ciò che stava accadendo. Se diffonderete questi concetti forse potremmo anche cambiare una storia che sembra già scritta ed evitare quel terzo conflitto mondiale ormai all’orizzonte…

Ecco i link a cui acquistare il libro:

http://www.ibs.it/code/9788897461678/mori-marco/tramonto-della-democrazia.html

Un grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato direttamente, o comunque indirettamente, attraverso la loro attività di incessante divulgazione, alla stesura di questo lavoro e dunque un grazie a Magdi Cristiano Allam, che oltre a scrivere la prefazione del libro, per primo ha dato pubblicamente risalto ai miei scritti, a tutti gli autori di www.scenarieconomici.it a partire dal Prof. Antonio Maria Rinaldi, un grazie a Luciano Barra Caracciolo, forse la voce tecnicamente più elevata in materia di analisi circa l’incompatibilità tra trattati e Costituzione, ed ovviamente un grazie speciale a tutti gli Avvocati che condividono la battaglia per il ripristino della democrazia costituzionale sul campo come Giuseppe Palma, Luigi Pecchioli, Gian Luca Menti, Umberto Donaggio, Francesca Donato, Paola Musu, Teresa Loriga, Alfredo Lonoce, Laura Muzio (che mi sopporta pure in ufficio…). Ma grazie anche a tutti coloro che di questi temi trattano da tempo, senza fare torto a nessuno posso citare, Giuseppe Povia, Diego Fusaro, Claudio Messora, Vito Monaco, Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Vittorio Sgarbi, Vladimiro Giacché, Paolo Maddalena, Simone “articolouno” Boemio, Gabriele Chiurli, Antonello Loriga e tutta la ME-MMT, Stefano Di Francesco, Tiziano Tanari, Daniele Santolamazza, Cesare Pozzi e tanti tanti altri che mi hanno insegnato moltissimo.

Aggiungerò certamente qualche altro nome che ora mi sono scordato, fortunatamente siete tantissimi…