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dic 23

Gentiloni sull’uccisione a Milano del killer di Berlino dichiara: “lo Stato c’è”. Evidentemente il cervello non è pervenuto…

img_5574Normalmente non commento i fatti di terrorismo, non perché non siano importanti, ma perché, essendo strettamente connessi alla dittatura finanziaria, so benissimo che sconfitta la prima si sconfigge anche il secondo. Il terrorismo infatti è solo una comoda scusa per chiedere più Europa ed asservirci alla finanza che l’ha creata. Per fomentarlo si è destabilizzato il medio oriente ed il nord Africa, si sono tenuti interi popoli in condizione di sfruttamento e miseria, creando fenomeni di migrazioni senza alcun tipo di controllo. La stessa ignoranza è terreno fertile per deliri ideologici a sfondo religioso, ma deriva sempre dalla miseria. Il filo conduttore è sempre il medesimo.

In questo contesto è ovvio che lo Stato non ci sia e non ci protegga minimamente, poiché oggi le istituzioni sono occupate da chi utilizza il terrorismo proprio allo scopo di spingere l’Unione Europea a fare passi avanti nella sottrazione di sovranità alle singole nazioni. Dunque questi criminali (tale è chi uccide i civili) sono utili al vero potere e non vengono fermati, ma anzi agevolati con l’eliminazione di ogni tipo di controllo alle frontiere e con campagne infarcite di ipocrisia e buonismo. Chi oggi grida all’accoglienza senza alcun controllo o regola, spesso è proprio chi non si scandalizzava mentre i Paesi di provenienza dei migranti venivano mantenuti nel caos per ragioni di sfruttamento economico o motivi geopolitici. Spesso questi signori sono accaniti tifosi del modello neoliberista.

Per questo risulta risibile il commento di Gentiloni, che ci dice “lo Stato c’è”, per la sola ragione che, per puro caso (dicasi anche culo), e rischiando la vita per questo, due Agenti si sono trovati a fermare proprio il terrorista di Berlino ad un normalissimo controllo.

Uno di essi, per la deficienza totale di questi governanti, ha preso un proiettile in una spalla, l’altro è riuscito fortunatamente ad avere la prontezza necessaria per uccidere il terrorista, evitando altre tragedie.

Ma è chiaro che un Paese che consente, a chi ha commesso un brutale attentato solo poche ore prima, di varcare i propri confini mettendo in pericolo i propri cittadini, perché rifiuta a priori l’idea di effettuare sacrosanti controlli alle frontiere, è un Paese di imbecilli o di collusi.

L’Agente ferito dovrebbe chiedere i danni allo Stato! E Gentiloni che dice che lo Stato c’è, non si può davvero ascoltare…

Evidentemente dall’alto delle loro scorte si sentono tranquilli… ma lo sappiamo, i terroristi, una volta armati, sfuggono spesso di mano, e non è affatto detto che prima o poi non colpiscano proprio anche chi li ha spianato la strada.

Non è un augurio, ovviamente. Ma una mera, ed assai amara, considerazione…

Quanto alle forze dell’ordine, come sempre un grazie. Ma mi domando chi ve lo faccia fare di continuare a servire chi sta palesemente tradendo il nostro Paese.

Avv. Marco Mori – Riscossa Italia, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs