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Apr 16

Obbligazioni Cirio – La responsabilità delle banche per investimenti sbagliati

OBBLIGAZIONI CIRIO

Ecco perché le banche sono responsabili per gli investimenti sbagliati.

di Laura Avv. Muzio

Sono molti gli italiani che nel corso degli ultimi anni ’90 – primi anni 2000 hanno acquistato titoli obbligazionari Cirio. Primi fra tutti i piccoli/medi risparmiatori che recandosi in banca e fidandosi dei consigli del bancario, acquistavano le predette obbligazioni ricevendo tutte le rassicurazioni circa la solidità del Gruppo Cirio e circa la buona resa dell’investimento.

Peccato che da lì a qualche anno la Cirio subiva un pesante crack finanziario che la portava a non onorare i propri debiti obbligazionari, mettendo in serie difficoltà i risparmiatori che avevano investito in quei titoli.

Chi si è recato in banca a protestare si è sentito rispondere che nessuno l’aveva obbligato a firmare per l’investimento, che le informazioni erano state adeguate e che comunque la banca non è responsabile.

E qui per fortuna i Giudici intervengono smentendo clamorosamente le futili difese dei bancari.

L’orientamento dei Tribunali e Corti d’Appello infatti è favorevole ai risparmiatori laddove viene stabilito che l’intermediario finanziario (il funzionario della banca) non è mai esonerato dall’obbligo di valutare l’adeguatezza in concreto dell’operazione proposta. In altre parole il bancario e quindi la banca devono essere in grado di capire che tipo di risparmiatore hanno di fronte e di conseguenza proporre l’investimento più idoneo.

Questo adempimento non può essere assolto e dimostrato mediante la sottoscrizione da parte del cliente/risparmiatore di dichiarazioni generiche, unilateralmente predeterminate e predisposte in via generale su moduli prestampati relativi all’ordine d’investimento.

I Giudici ritengono che le cosiddette clausole di stile con cui la banca dà atto di avere fornito al cliente le informazioni necessarie e sufficienti per la valutazione della rischiosità dell’operazione, non costituiscono idonea prova dell’assolvimento dell’obbligo informativo.

In altre parole i fogli con le clausole prestampate che i bancari fanno firmare agli investitori, non sono in assoluto sufficienti a dimostrare che il cliente è stato adeguatamente informato sulla natura dell’investimento. Il bancario deve valutare tutti gli aspetti possibili: conoscenze economico-finanziarie, grado di istruzione, età.

Non è sufficiente attribuire al risparmiatore la dicitura “risparmiatore qualificato” per il semplice fatto che ha già investito capitali in passato.

In poche parole il bancario deve accertarsi di dare ogni informazione possibile al risparmiatore non potendo liberarsi dall’obbligo solo facendogli firmare i classici fogli prestampati.

Nel caso delle obbligazioni Cirio, le banche sono state spesso chiamate a risarcire i danni subiti dall’investimento sbagliato perché non avevano adeguatamente informato i clienti circa i rischi cui incorrevano, e la semplice firma dell’investitore sui moduli forniti dalla banca dove le clausole indicano formule di stile vuote e senza significato circa le informazioni ricevute, non bastano ad assolvere dalla colpa la banca.

Al momento in cui facevano sottoscrivere i titoli obbligazionari, gli esperti del settore, i bancari appunto, erano ben a conoscenza che la Cirio era in crisi finanziaria e che molto probabilmente non avrebbe potuto onorare i propri debiti con gli investitori, cosa che poi è avvenuta.

Le banche si sono rese così gravemente inadempienti non rispettando il principio di buona fede contrattuale e la responsabilità in questi casi è pacificamente riconosciuta.

Ecco quindi che non tutto è perduto!

Valutando correttamente ogni caso è ancora possibile procedere giudizialmente per chiedere ed ottenere il risarcimento per i danni avuti da questi investimenti sbagliati.