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set 03

L’Avv. Giuseppe Lauricella dice: “via il pareggio di bilancio dalla Costituzione”

Era il 19 giugno quando a Roma si costituiva Riscossa Italiana, diritto e economia per la democrazia costituzionale.

Quel giorno era presente anche l’Avv. Giuseppe Lauricella, deputato PD. Immediatamente mi sono domandato cosa ci facesse un esponente del partito tra i più attivi nella svendita della sovranità nazionale ad un tavolo con chi la Costituzione la voleva invece difendere. Ma appena ho ascoltato alcune delle sue parole ho capito che eravamo difronte ad un grande giurista che rivendicava con forza l’assenza di vincolo di mandato e la sua volontà di passare dalle parole ai fatti per difendere gli interessi nazionali su cui ha giurato anche come Avvocato.

Stanotte, per la prima volta, vado a dormire con un mezzo sorriso perché il germe della verità inizia la sua diffusione ed e’ un germe molto contagioso, specie quando entra nelle Istituzioni. L’onorevole (mai come in questo caso e’ bello utilizzare questo termine) oggi ha fatto davvero sobbalzare tutti coloro che credono nella democrazia presentando, con alcuni deputati di minoranza all’interno del PD, un emendamento volto alla cancellazione del pareggio in bilancio dalla Costituzione.

L’On. ha in particolare affermato che: “Se si vuole tentare di cambiare la politica economica in Europa, se si vuole portare avanti una politica di investimenti di stampo keynesiano, allora non c’è dubbio che il ragionamento sull’articolo 81 è centrale. Aver inserito nel 2012 l’obbligo del pareggio di bilancio in Costituzione, è stata una contraddizione, perché la nostra Costituzione ha invece una impostazione keynesiana, incentrata sul lavoro; fu una iniziativa di Monti per stravolgere la Costituzione per sostituirla con l’austerità e il taglio indiscriminato della spesa”.

“Il pareggio di bilancio – spiega ancora Lauricella - insieme alla riforma del bicameralismo e alla nuova legge elettorale intacca la nostra democrazia: la riforma del Senato e l’Italicum concentrano infatti il potere sull’esecutivo: allora avremo l’Ue che detta le regole a livello economico, il governo che le traspone in Italia e il Parlamento ratifica”.

Ecco che la verità non poteva essere spigata con maggiore semplicità, il vincolo esterno che ci impone l’UE e’ semplicemente incompatibile con i principi base della democrazia costituzionale e pertanto deve essere rigettato al fine che lo Stato possa sovranamente perseguire l’interesse pubblico oggi subordinato al volere dei mercati.

Un grande grazie dunque al Collega Lauricella per il suo impegno. Adesso e’ nostro dovere supportarlo con tutta la forza del caso ricordando che chi non lo farà si assumerà le conseguenti responsabilità dimostrando la chiara volontà di distruggere la personalità dello Stato italiano.

Come membro del direttivo di Riscossa non posso che formulare i complimenti di tutta l’associazione. Un grosso abbraccio! Andiamo avanti!