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Feb 07

La crisi uccide: Napoli, muore per una bronchite

Napoli, ospedale San Giovanni Bosco, un giovane di 35 anni viene lasciato per una notte nei corridoi vicino ad una finestra chiusa con del cartone ed ad un condizionatore guasto e così perde drammaticamente la vita.

Sapete bene che questi non sono i miei normali temi. Ma perché riporto questa notizia?

Perché una tragedia simile è strettamente e direttamente collegata ai tagli nella sanità. Tagli che impediscono, come nel caso in esame, di sostituire una finestra, riparare un condizionatore ed ovviamente avere sufficienti posti letto e personale.

Quanto accaduto a questo povero ragazzo è, a tutti gli effetti, una conseguenza della crisi: come lo definirebbe Mario Monti siamo in presenza di “Un grande successo dell’Euro”. La sanità italiana diventa inefficiente e finalmente i privati avranno come esclusiva il 100% del settore. Solo i ricchi potranno curarsi e così come invocava il certamente non compianto Padoa Schioppa “assaporeremo la durezza del vivere”.

Ricordiamo perché si è arrivati a questo. Perché se non lo si comprende non usciremo mai da questa situazione. Con il protocollo 12 allegato al Trattato di Maastricht è stato imposto alle nazioni il noto vincolo del 3% del deficit annuo in rapporto al pil. Per rispettare tale demenziale (e criminale) parametro l’Italia fin dal 1992 è stata costretta a tassare ogni anno più di quanto spendeva. Infatti il 3% non copriva allora e non copre oggi neppure il costo degli interessi passivi corrisposti annualmente dal nostro paese.

Vent’anni di questo regime, ed i conseguenti avanzi primari (si è appunto tassato più di quanto si è speso), hanno determinato la costante riduzione della base monetaria circolante nell’economia reale in conseguenza della riduzione della spesa pubblica, che in Italia era già più bassa della media europea. Oltre alla crisi economica che tutti vediamo l’effetto di tali politiche è stato anche il peggioramento drastico delle condizioni di funzionamento di ogni settore pubblico con il risultato che oggi addirittura sostituire una finestra rotta diventa impossibile.

In questo contesto parte la gogna mediatica consueta verso la sanità pubblica, i suoi dipendenti non all’altezza e le sue inefficienze per creare terreno fertile affinché la gente applauda al suo smantellamento, proprio come avviene per la democrazia nel suo complesso. Se la sanità pubblica disponesse di risorse adeguate tutto ciò non avverrebbe. La sanità pubblica ha bisogno di più spesa.

E come si ottengono queste risorse? Semplicemente senza ridicoli vincoli di bilancio voluti per cancellare gli stati e con una piena sovranità monetaria. Questo è esattamente ciò che prevede il nostro modello costituzionale che fa riferimento a principi fondamentali irrinunciabili ed al conseguente metodo per realizzarli: un’economia liberale dove tuttavia l’interesse pubblico prevale sempre sul profitto (artt. 41 e 43) ed una Repubblica che crea risparmio (dunque fa deficit) coordinando e controllando il credito, ovvero con una piena sovranità monetaria (art. 47 Cost.).

Apriamo gli occhi. Ci stanno frodando ed il costo che paghiamo in termine di vite è inaccettabile.