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Gen 02

I costi della politica? Ennesima mistificazione: sono irrilevanti.

Sempre più stanco delle continue “false flags” che puntano a convincere i cittadini che smantellare lo Stato sia cosa buona giusta e che i mercati siano benevoli e democratici.

Il colpo di Stato finanziario avanza spedito e cerca di intorpidire le menti delle genti. Dopo i post su evasione e spesa pubblica, è bene chiarire anche la questione dei costi della politica (sulla corruzione ci ha già pensato il grande Luciano Barra Caracciolo – clicca qui).

Diciamolo subito. Potrebbero “sprecare” ancora più denaro, quadruplicarsi gli stipendi. Macroeconomicamente non cambierebbe praticamente nulla, anzi, visto che anche i politici consumano, il pil crescerebbe. Dunque il problema dei costi della politica è di natura esclusivamente morale.

Fermo restando che, se avessimo un Presidente della Repubblica che, invece di svenderci ad interessi stranieri, difendesse quelli nazionali, non griderei allo scandalo se guadagnasse anche quanto un calciatore.

Se vogliamo i migliori al timone del paese, con il sacrificio che ciò comporta (pensate solo alla notorietà, cancella la vita privata), occorre che siano retribuiti in misura tale da non indurli, in primo luogo, a declinare l’incarico ed, in secondo, a non cadere mai in tentazione, ove per tentazione intendo non accettare di fare atti contrari agli interessi nazionali (atti ostili che una magistratura, anche solo minimamente consapevole, punirebbe ex art. 243 c.p.).

Ma vediamo un po’ di numeri. Non mi aspetto mi crediate sulla parola. Anche se voglio rimanere sul semplice, lo scopo è far capire a tutti.

Quanto abbiamo pagato al fisco lo scorso anno? Prendiamo i dati del 2013 sulla base del mef (http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Studi-e-do/Annuario_statistico_RGS/Annuario_statistico_della_RGS_2014.pdf )

Come avrete letto siamo di poco sotto ai 500 miliardi di euro. (Ovvero 500 seguito da nove zeri! 10000 euro sono tanti ma di “zero” ne ha solo 4…).

Ora esaminiamo i costi della politica e vediamo quanto abbiamo speso. Ebbene i dati sono assolutamente chiari. I costi della politica (tout court) sono 1/25 delle nostre tasse.

Il sole 24 ore li quantifica in circa 21,3 miliardi. La uil, invece, nel 2011, dunque all’inizio dell’austerità, parlava di qualcosa di meno: 18 miliardi.

Dunque su 500 miliardi circa di entrate, aderendo alla tesi del sole 24, solo un euro ogni 25 delle nostre tasse, servirebbe per coprire i costi della politica. Tutti i costi della politica, vitalizi compresi.

Peraltro, tale calcolo è completamente errato per eccesso, visto che, anche i soldi della politica, finiscono inevitabilmente nei consumi, sono dunque credito privato! La propensione al risparmio media nel paese è intorno al 12%, il resto viene speso. Voi non ci crederete, anche i politici spendono ciò che guadagnano!

Ponendo, per estrema semplificazione che, dati i maggiori stipendi, i politici siano migliori risparmiatori, fissiamo la loro propensione al risparmio al 25%. Dovremmo prendere atto che il 75% dei costi della politica diventano reddito per i privati che, circolando, producono gettito fiscale che altrimenti non esisterebbe.

Ergo il costo della politica, nella peggiore delle ipotesi, ammonta a quei 4 o 5 miliardi annui che si accumulano nei risparmi privati, ergo il costo reale della politica è 1/100 delle nostre tasse. Irrisorio a dir poco.

E ripeto ho considerato tutti i costi della politica, comprese pensioni ed amministrazioni locali. Se invece abbiamo cura solo, ad esempio, del Senato e della Camera, ci rendiamo conto che la spesa complessiva è di poco superiore al miliardo! Dunque un nulla. Un nulla in nome del quale cercano comunque di convincervi che, per risparmiare e salvare il paese, servono meno parlamentari. Invece meno parlamentari significano solo meno dibattito e meno democrazia nel luogo dove la democrazia dovrebbe vivere il suo massimo splendore, ovvero il luogo ove si legifera. Purtroppo il disegno eurocratico è quello di un governo che velocemente ratifichi i provvedimenti voluti dalla finanza. Non c’è più posto per la democrazia. I mercati non la vogliono più.

Ma vi è di più. Parlare di costi quando si parla di spesa pubblica è come sempre demenziale. Nonostante ciò, il sole 24 ore lo ha fatto. Seguitemi anche in questo ulteriore concetto. Per certi versi ancora più rivoluzionario per chi crede alla propaganda di regime.

Nello specifico il sole 24 ore ha enfatizzato che il costo delle camere e’ addirittura lo 0,1% del pil. Mamma mia, addirittura? La spesa per le camere riduce il pil. Questo è ciò che inducono a pensare ad un lettore poco consapevole di tematiche macroeconomiche.

Il sole 24 ore si è “dimenticato” una cosuccia, che sbadati… Il moltiplicatore monetario, anche degli stipendi dei Parlamentari, è maggiore ad uno. Mi spiego.

Il miliardo speso in stipendi diventa ben di più di un miliardo di pil aggiuntivo. Perché la moneta una volta nelle mani dei politici non viene usata per accendere il fuoco, viene spesa. Anche loro mangiano, anche loro hanno vizi (talvolta tantissimi), comprano auto, case, ecc. Come abbiamo visto vanno anche tantissimo dal parrucchiere!

La macroeconomia andrebbe spiegata senza ricorre a simili balle. Far credere che una spesa pubblica contragga il prodotto interno lordo è al limite dell’atto criminale. Possiamo poi dibattere duecento anni sul fatto che si potrebbero spendere diversamente. Ma il punto centrale è che per lasciare il pil invariato occorre comunque spendere quei soldi. Se si tagliano i costi e basta, anche abbassando le tasse dell’importo corrispondente, si ha un saldo negativo. Il moltiplicatore della spesa pubblica è maggiore di quello del prelievo fiscale.

Dunque cerchiamo di concentrarci sul vero problema. Il vero costo della politica non è rappresentato dagli spiccioli che versiamo a tale titolo con le tasse, spiccioli che rientrano quasi integralmente nel circuito economico producendo ricchezza. Il vero ed unico costo della politica attuale, costo da perseguire penalmente, è quello che consegue alla cessione della sovranità nazionale in favore della finanza speculativa.

Come diceva Benedetto Croce “Il vero politico onesto è il politico capace”.

Proseguiamo nel risveglio, andiamo avanti!