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feb 03

Giorgio Napolitano non perde il vizio di rinnegare la sovranità popolare.

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Ecco l’ultima perla di Napolitano:

“Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno. In Italia c’è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate. Bisognerebbe andare a votare o alla scadenza naturale della legislatura o quando mancano le condizioni per continuare ad andare avanti. Per togliere le fiducia ad un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno”

Attenzione Napolitano non è un ignorante in materia di funzionamento dello Stato e nemmeno è un vecchietto, un pò rimbambito, che le spara come vengono…

Se si ragionasse così si correrebbe il rischio di “giustificare” uno dei più grandi criminali della storia della Repubblica, perché è certamente un criminale colui che attenta alla nostra Costituzione, è un criminale chi trama contro un governo legittimamente instaurato, è un criminale chi chiede di cedere sovranità (palese delitto contro la personalità giuridica dello Stato).

Solo Napolitano può dire certe cose e non vergognarsi nel farlo. La sua noncuranza per i normali principi democratici è un qualcosa di ripugnante. Proprio la storia lo giudicherà certamente come merita, peccato solo che ormai, per evidenti ragioni anagrafiche, non faremo in tempo a vederlo quale imputato per i delitti commessi…

Nel merito della dichiarazione, invocare la naturale scadenza di un Parlamento composto in grave ed oggettiva alterazione dei principi di rappresentatività democratica (non lo dico io ma la Cassazione con sentenza n. 8878/14), è davvero incredibile. Napolitano non solo non ha sciolto le Camere dopo la sentenza della Consulta, ma addirittura ha imposto i governi successivi, usurpando il potere politico. Però quando un governo non gli era gradito, non si è fatto scrupoli a rimuoverlo, tramando con poteri stranieri.

Oggi Napolitano invoca la naturale fine della legislatura, ma, come detto, non si è fatto scrupolo nel partecipare al golpe ai danni di Berlusconi. Certamente la sua ipocrisia ha pochi eguali.

Neppure si è fatto scrupolo, nonostante che come PdR avrebbe dovuto essere il garante della Costituzione, ad imporre un Governo, quello di Renzi, dietro l’accordo espresso di cambiare la Costituzione secondo i desideri dei poteri finanziari sovranazionali e precisamente come da report di JP Morgan.

Nella sua vita è stato fascista, comunista e poi neoliberista, dimostrando attaccamento solo al suo personale potere. Potere che comunque non ha mai tratto in proprio, ma solo dal fatto di servire qualcun altro. 

Napolitano, con la dichiarazione citata, dimostra anche di far finta di non sapere che la nostra è una Repubblica Parlamentare in cui dovrebbe essere appunto il Parlamento a disciplinare, coordinare e controllare l’attività di governo.

Il Governo è solo il potere esecutivo, ovvero il potere che mette in esecuzione gli ordini del Parlamento.

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Avv. Marco Mori – Riscossa Italia, autore de “il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”, disponibile su ibs