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set 24

Draghi dice che in Europa non c’è rischio deflazione e intanto Renzi agisce per abbattere i salari. Cronache di mistificazione della realtà

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Dopo la richiesta di cessione di sovranità nazionale per le riforme strutturali in data odierna Mario Draghi, il Presidente della banca centrale europea (BCE) che in aperta violazione della nostra Costituzione detiene illegalmente la sovranità monetaria in Europa, ha voluto deliziare il paese con un’altra chicca di rara saggezza: “In Europa non c’è rischio di deflazione”.

Ovviamente debbo subito smentire tale visione ottimistica. Draghi semplicemente mente, visto che e’ pienamente consapevole che la deflazione non solo e’ già arrivata in Europa ma anche che il quadro peggiorerà enormemente nei prossimi mesi.

In primo luogo ricordo ai lettori che il nostro paese e’ già sprofondato in una drammatica deflazione. Nel mese di agosto 2014, per la prima volta dal 1959, l’istat ha certificato un dato largamente atteso da chi parla della crisi economica in buona fede e con competenza: -0,1% con punte ben più elevate nelle grandi città.

La deflazione e’ comune alla maggioranza dei paesi dell’eurozona trattati con massicce dosi di austerità espansiva (sic!). Se le politiche resteranno invariate, chi ad oggi non e’ ancora in deflazione, ci entrerà certamente a breve.

Tale peggioramento, purtroppo notevole, riguarderà anche l’Italia visto che il Governo continua a porre in essere politiche tese all’evidente scopo di ottenere una maggiore deflazione, con particolare riferimento a quella salariale. Ciò sta ad esempio avvenendo con la sconcertante abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori (sul tema si rinvia a questo articolo dell’avv. Luigi Pecchioli – clicca qui) e più in generale con la precarizzazione del lavoro. Davvero niente male per una Repubblica fondata sul lavoro. Quando Renzi, al momento del conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio, ha giurato sulla Costituzione ovviamente mentiva ben sapendo di dover servire interessi diversi da quelli nazionali.

Cosa causa la deflazione? La deflazione si innesca allorquando nel sistema economico e’ troppo bassa la domanda. Nel caso di specie oggi la domanda e’ bassa perché si e’ scientemente scelto di distruggerla (Monti lo ha dichiarato – cliccate per il video) con un aumento criminale della tassazione e, l’altrettanto criminale riduzione della spesa pubblica (che come ovvio e’ un corrispondente credito per il settore privato ed il cui taglio e’ economicamente più recessivo di qualsivoglia aumento d’imposizione fiscale). L’UE, attraverso i vincoli di bilancio imposti alle nazioni, ha certificato la matematica riduzione della base monetaria a disposizione dell’economia reale. La mancanza di denaro ovviamente deprime la domanda con la conseguenza che l’inflazione prima rallenta e poi addirittura va in territorio ampiamente negativo. Peraltro l’inflazione ha riflessi ben più gravi e ciò per l’ampiamente noto principio teorizzato con la curva di Phillips. Specificatamente tale principio afferma che un aumento della disoccupazione risulta correlato a un relativo decremento dei prezzi. In sostanza più l’inflazione e’ bassa più si creano disoccupati.

Pertanto finché permangono vincoli di bilancio che vietano alle nazioni di aumentare la base monetaria (e dunque di fare deficit) la situazione non potrà che peggiorare posto che la differenza di moneta sarà prelevata dall’economia reale. In sostanza se uno Stato tassa più di quanto spende i privati perdono i loro risparmi non potendo ovviamente trasformarsi in falsari per pagare con moneta mai creata. Tantomeno potrebbe avere effetti benefici il ricorso al credito privato posto che anch’esso crea debiti matematicamente inestinguibili. L’obbligo di tassare più di quanto si spende e’ codificato nei Trattati UE e ciò sostanzialmente fin dal protocollo 12 allegato al Trattato di Maastricht, protocollo immediatamente inasprito all’avvento dell’euro con il regolamento 1466/97 che ha sostanzialmente introdotto il pareggio in bilancio poi da ultimo imposto definitivamente con il fiscal compact.

Renzi dunque si e’ solo riempito la bocca quando ha sbandierato la giustificazione di tali politiche con la volontà di attirare investimenti esteri. Infatti questo significa andare di male in peggio! Perché ovviamente così si provoca ancora più recessione. L’investitore estero infatti non viene qui a perdere i suoi soldi. La sua azienda, per rimanere aperta dovrà fare utili, ergo il saldo di un investimento estero per il paese ospite e’ sostanzialmente negativo, determinando una fuoriuscita di capitali dalla nazione. L’investimento estero e’ dunque un debito reale.

Se la moneta circolante scende non basterà qualche manciata di assunti sottopagati per rilanciare l’economia perché la domanda interna si deprimerà comunque ulteriormente, creando complessivamente un numero maggiore di disoccupati rispetto a quelli assunti dagli investitori esteri. Senza contare che perdendo le industrie ci priviamo di conoscenze e tecnologie di produzione. Queste non sono recuperabili con un mero ritorno della sovranità, perlomeno in tempi brevi.

Prosegue dunque il deliberato smantellamento del paese. Deflazione salariale ottenuta con politiche economiche criminali e con l’aumento del precariato per attirare schiavisti esteri!

L’unica soluzione e’ tornare al rispetto della democrazia costituzionale pompando moneta direttamente nelle casse dello Stato e dei privati che lavorano nell’economia reale e liberando lo Stato da autoimposti vincoli di bilancio incompatibili con i diritti inviolabili dell’uomo.

Proprio perché siamo in deflazione nessuno può negare che sia possibile una politica monetaria espansiva che non vada solo a vantaggio delle banche commerciali! Chi va dietro a Renzi o crede alle menzogne di Draghi, e’ semplicemente circuito e pagherà, come tutti noi, un conto salatissimo.

La miseria e la sofferenza toccheranno tutti se non li fermiamo. E per fermarli il primo passo e’ fornire corretta informazione. L’economia e’ semplice ma maledettamente controintuiva perché il modello macroeconomico non ha nulla a che vedere con quello microeconomico con cui siamo abituati ad avere a che fare tutti i giorni.

Gli imprenditori non creano moneta ma le nazioni lo devono necessariamente fare, il pareggio in bilancio e’ un economicidio perché significa consegnarsi all’usura dei mercati con completo tradimento dell’art. 47 Cost.: “la Repubblica controlla e coordina il credito”.

Renzi e Draghi possono appartenere solo a due categorie di persone. O sono totalmente ignoranti ed inadeguati al loro ruolo o sono in completa malafede. Se avete letto le mie denunce sapete già la mia opinione!

Dobbiamo fermarli! Pretendiamo il rispetto della democrazia costituzionale.