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Nov 17

Carige in default? La tempesta perfetta in avvicinamento.

Carige, banca con circa un milione di Clienti, si avvia al più volte annunciato default. La cordata, rigorosamente straniera (Barclays, Deutsche Bank e Credit Suisse), che doveva consentire il necessario aumento di capitale per la sua sopravvivenza, circa 560 milioni di euro, si è tirata indietro nelle ultime ore. Ora le opzioni sul tavolo, anche secondo le agenzie di stampa, sono rimaste solo due: “bail-in” o aiuti di Stato.

Ovviamente la normativa europea subordina gli aiuti di Stato all’autorizzazione di BCE che, sono pronto a scommetterci, non arriverà. In questi giorni la Banca Centrale anzi, in nome di una millantata robusta ripresa, ha espressamente annunciato la volontà di eliminare ogni salvagente per i correntisti. La normativa attuale infatti, in caso di fallimento di una Banca, spazza via azionisti ed obbligazionisti, ma tutela i correntisti sotto i 100.000,00 euro. Per Draghi i correntisti devono imparare a diversificare gli investimenti, pensare che questo criminale è ancora ritenuto da qualcuno un amico dell’Italia e degli italiani suona quasi ironico. Vile liquidatore della nazione lo chiamò Cossiga in tempi (quasi) non sospetti, ed aveva perfettamente ragione. E se pensiamo che fu allievo del grande Federico Caffé toglie ogni dubbio sulla sua malafede.

Peraltro l’intento aggressivo di Draghi verso la nostra sovranità nazionale, ostacolo da spazzare via, è confermato anche da un’altra dichiarazione che sempre oggi occupa le agenzie di stampa, nonostante che tutto passi un pò in secondo piano, Carige compresa, per la morte di Riina, un criminale da serie C se confrontato con quelli che oggi ci governano. La mafia finanziaria d’altronde è ben più feroce di “cosa nostra”.

Tornando a Draghi la frase è questa: “abbiamo una crescente fiducia che la ripresa sia robusta (omissis…), è arrivato il momento per fare ordine per quanto riguarda i conti pubblici, per creare cuscinetti in vista del futuro, non semplicemente accettare che la crescita gradualmente riduca il debito. Ovvero Draghi chiede più austerità!   

Si configura per l’Italia la tempesta perfetta, quella che dovrà spingere il prossimo governo di centro destra ad accettare le imposizioni della Troika, applicando massiccia austerità sotto forma di una patrimoniale da 400 miliardi, oppure a farsi rapidamente da parte in favore dell’ennesimo governo tecnico concepito per il saccheggio e la distruzione del nostro Paese. Se abbiniamo tutto questo all’accellerazione sull’esercito europeo sotto la spinta di Macron, uomo di punta del gruppo della famiglia Rothschild, è chiaro che i tempi per gli USE sono ormai maturi.

Oltre il dolore, come strumento di persuasione, ritengo che ci saranno aperture da parte dell’UE, peraltro già evidenti, verso il reddito di cittadinanza e una Banca Centrale prestatrice di ultima istanza, azioni che porteranno anche il Cinque Stelle a sostenere il nuovo super Stato ordoliberista europeo. Eliminati gli Stati i grandi burattinai dovranno solo preoccuparsi di evitare rivolte che possano sfuggire dal loro controllo, poiché ormai hanno ottenuto ciò che desideravano: la totale conquista d’Europa e la cancellazione della democrazia sostituita definitivamente con l’oligarchia.

In chiave geopolitica poi, un’Europa unità sotto la bandiera liberista e quanto di meglio possa esserci in ottica anti Russa e anti Cinese. Russia e Cina infatti rappresentano gli ultimi concreti ostacoli per il definitivo trionfo di quello che comunemente è chiamato nuovo ordine mondiale, ovvero il trionfo a livello planetario del liberismo economico. Stiamo vivendo davvero la storia, ma purtroppo solo come meri spettatori.

In questi anni si è combattuta la terza guerra mondiale, una guerra diversa da quelle esplicite del passato, ma altrettanto feroce. Prima erano gli Stati a muovere guerra, oggi le multinazionali si sono sostituite agli Stati e dichiarano guerra a questi ultimi.

E all’orizzonte non si vedono forze di liberazione, incapaci come sono di scorgere con chiarezza chi sia il nemico…


Avv. Marco Mori, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”, disponibile on line su ibs