Ott 26

Lascio Futuro Nazionale per aderire ad Italia Domani.

 

Nelle scorse ore ho maturato la decisione di lasciare Futuro Nazionale per aderire al nuovo partito fondato da Marco Rizzo, Italia Domani.

Le ragioni della scelta sono come sempre di contenuto, senza guardare all’eventuale convenienza politica personale.

Ho preso atto che, nonostante un programma scritto certamente da chi condivide posizioni economiche keynesiane e vuole liberare l’Italia dal cappio dell’Unione Europea, la declinazione televisiva dei temi economici fatta dal Generale Vannacci porta alla certezza matematica che non sia la persona adatta a cambiare la deriva verso la quale l’Italia continua ad essere destinata.

Chi va nelle televisioni non può permettersi di dire che il debito pubblico è il fardello delle future generazioni. Significa appiattirsi proprio a quel genere di comunicazione neoliberista che ci ha portato all’adozione di politiche di austerità perenni, mettendo al bando la sola economia per il popolo, quella Keynesiana. Esistono infatti due economie, una per le èlite e l’altra per il restante 99,9% della popolazione.

Il liberismo consegna il potere politico al capitale finanziario dietro l’assunto, completamente falso, che la moneta sia naturalmente scarsa e tolta la sovranità monetaria agli Stati, impone le proprie brutali regole. 

La realtà macroeconomica va declinata correttamente in primo luogo nelle televisioni nazionali, contro la propaganda dominante. Alcuni concetti devono essere definiti in maniera netta, senza paura della complessità, il messaggio iniziale deve essere dirompente.

La moneta si crea dal nulla e la spesa pubblica è il modo in cui entra nell’economia. Il debito pubblico è solo il credito privato, ovvero, al netto della quota in mano agli speculatori (che comunque resta credito privato), è il nostro risparmio. Chi dice di ridurre il debito e di vietare il deficit condanna l’Italia a rimanere nella spirale della sua distruzione sociale ed economica. Lo Stato deve fare disavanzo per lasciare soldi nelle tasche dei cittadini. Concetti banali, ma oggi ignoti alle masse. Come ignoto alle masse il fatto che non sono le tasse a pagare la spesa pubblica, ma è la spesa che immette nel sistema la moneta con cui pagarle. Da qui anche la constatazione che le funzioni delle tasse sono ben altre, rispetto a quelle narrate dagli ignoranti.

Resta ovviamente il controllo del debito che uno Stato normale declina attraverso il monopolio della moneta, cosa che abbiamo perduto con l’Unione Europea. Ed ecco il secondo problema di Futuro Nazionale. Non sarà mai un linguaggio moderato verso l’Unione ciò che porterà risultati. Ero disposto ad accettare il compromesso stantio di dire “proviamo prima a cambiare le regole”, compromesso errato poiché è impossibile farlo. L’Unione infatti è semplicemente ciò per cui è stata creata: il braccio armato del capitale finanziario.

Ma la comunicazione di un partito che vuole cambiare il Paese (e come prova la storia politica recente anche per ottenere grandi risultati elettorali) è solo quella di chi ribadisce almeno, che se diranno di no, l’uscita è la soluzione da adottare. 

Resta poi infine un ultimo aspetto, quello organizzativo. Futuro Nazionale al momento assomiglia più ad un fans club di Roberto Vannacci che ad un partito, ed è un approccio che ho sempre trovato inaccettabile. Vannacci è molto bravo a declinare certi temi che in parte condividevo, ma dal punto di vista macroeconomico ad oggi è totalmente inadeguato al compito che vorrebbe avere. Sono altre le persone in Futuro Nazionale che dovrebbero declinare certi temi, ma la comunicazione è totalmente accentrata sul leader. 

Grandi problemi anche nell’organizzazione del partito, comitati invitati alla competizione feroce anziché alla cooperazione e scelte calate unicamente dall’alto con un’allarmante percentuale in entrata di transfughi di partiti che nulla hanno a che vedere con la difesa della sovranità. Cosa ci fanno ex Forza Italia dentro un partito sovranista? Come si può lavorare in favore di una forza politica che manderà in Parlamento questo genere di persone?

Speriamo in un’evoluzione diversa da quella che immagino oggi sulla base dei fatti per Futuro Nazionale, il Paese avrebbe bisogno d’altro, ma per me ora è tempo di fare quello che mi fa sentire ancora una volta dalla parte giusta, supportare un’autentica forza sovranista e keynesiana.

Mi impegnerò per questo.

Marco Mori