Set 04

Appello all’Avvocatura, è l’ora di scendere in campo per la difesa della democrazia costituzionale

IMG_8234

In data odierna ho provveduto ad inoltrare un appello al Consiglio Nazionale Forense ed a tutti i Consigli dell’Ordine, aiutatemi anche voi nella diffusione condividendola quanto più possibile in modo che la voce della sovranità popolare sia udita.

– Ecco la trascrizione del testo:

 * * * *

OGGETTO: Difesa della Costituzione e della personalità dello Stato.

Redigo la presente e la inoltro a tutti Voi perché amo la Costituzione, amo la democrazia e soprattutto amo l’Italia. Pertanto mi corre l’obbligo di richiamare l’attenzione della categoria sugli obblighi consequenziali al giuramento che tutti noi abbiamo prestato al momento dell’iscrizione all’albo professionale, ovvero quello di servire gli interessi della nazione.

Sappiamo che, dalla promulgazione della legge n. 270/2005 (il cd. “porcellum”), il Parlamento è composto da nominati con conseguente evidente subordinazione dello stesso al potere esecutivo. Corte Costituzionale e Corte di Cassazione hanno accertato rispettivamente l’illegittimità costituzionale della legge elettorale e l’avvenuta lesione del diritto di voto personale, eguale, libero e diretto. Lesione che ormai si protrae da quasi dieci anni. Nonostante suddette pronunce le Camere non sono state sciolte ed anzi sono impegnate in un processo di riforma della stessa Costituzione.

Tale processo va nella direzione di un totale smantellamento della nostra democrazia posto che il superamento del sistema bicamerale perfetto, abbinato al cd. “italicum”, concentreranno ancor più incisivamente il potere sull’esecutivo, con la conseguenza che il Parlamento diverrà unicamente il luogo di ratifica delle decisioni assunte dall’Europa a cui il paese ha da tempo ceduto quote, sempre più cospicue, di sovranità tra cui quella monetaria ed economica.

Suddette cessioni sono avvenute, come evidenziato da giuristi ben più autorevoli dello scrivente, in violazione degli artt. 1 ed 11 Cost. (ove infatti sono previste unicamente limitazioni in condizioni di parità della sovranità purché dirette ad assicurare la pace e la giustizia tra le nazioni. Non ogni sovranità è limitabile come fu ribadito in sede di Assemblea Costituente).

Le cessioni si traducono in un “vincolo esterno” di carattere permanente imposto alla nostra sovranità con conseguente applicazione dell’assetto economico sposato dall’UE che, come noto, ha messo al bando ogni politica di stampo Keynesiano (nonostante la nostra Costituzione abbia scelto proprio tale modello economico fondando la Repubblica sul lavoro e non sul pareggio in bilancio poi inopinatamente inserito addirittura in palese contraddizione con i principi fondamentali della medesima). L’Europa ha imposto l’applicazione di politiche economiche volutamente recessive, dirette alla radicale disattivazione dei diritti fondamentali ed allo smantellamento dello Stato in una perfetta logica ultra liberista così eludendo anche l’intera parte economica della Costituzione. La sovranità dunque non si è pedissequamente trasferita in favore di una nuova istituzione democratica ma si è in gran parte dissolta, come fosse letteralmente evaporata.

Il paese è conseguentemente sprofondato in una crisi drammatica a cui recentemente Mario Draghi, Presidente di BCE, ha proposto di dare soluzione con la cessione di ulteriore sovranità nazionale.

L’Avvocatura è da tempo sotto costante attacco e si è più volte mobilitata per la difesa degli interessi della giustizia. Le azioni avanzate, giustificate ed ampiamente condivisibili, hanno però omesso gli aspetti summenzionati che purtroppo sono invece la causa di tutti i problemi del paese e dunque anche la causa diretta ed immediata di quelli della nostra categoria.

Ritengo che sia giunta l’ora di riflettere tutti insieme sull’opportunità di muoverci con un’azione coordinata e continuata che possa sensibilizzare l’opinione pubblica sul progressivo smantellamento della democrazia costituzionale, smantellamento che porta all’indubbia perdita della personalità giuridica dello Stato. Tale azione potrebbe (meglio dovrebbe) essere concordata anche con Magistrati ed Economisti che hanno affrontano suddetti temi. Lo scrivente, proprio per tale motivo, ha aderito all’associazione Riscossa Italiana (www.riscossaitaliana.it) presieduta dal Prof. Antonio Maria Rinaldi e composta da Magistrati di assoluto livello e prestigio quali ad esempio il Dott. Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale, ed il Dott. Luciano Barra Caracciolo, Presidente della VI Sez. del Consiglio di Stato.

In attesa di un gradito riscontro, sperando di contribuire all’apertura di un franco dibattito sul tema all’interno dell’Avvocatura, porgo a tutti i più cordiali saluti.

Avv. Marco Mori