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Nov 22

Obbligo vaccinale legittimo, lo dichiara la Corte Costituzionale.

La Consulta ha messo oggi fine alla polemica sul tema vaccini avallando l’operato del Governo circa l’obbligatorietà, Governo peraltro che, come ha rilevato il Collegio Giudicante, si è fatto forte delle valutazioni scientifiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Dal punto di vista giuridico l’unica vera obiezione sollevabile alla legge era legata al fatto che il trattamento sanitario obbligatorio era stato introdotto con decreto legge anziché seguire il normale iter parlamentare. A quanto mi risulta sul punto la Corte non si è espressa, anche perché la questione non era oggetto di questo giudizio e dunque potrebbe essere in futuro ripresentata. Sarò in ogni caso più preciso quando potrò leggere la sentenza per intero.

Il tema vaccini ha avuto ampio spazio mediatico ed è purtroppo servito solamente a distrarre milioni di persone facendole parlare del nulla anziché centrare ciò che rappresenta davvero il problema principale per la nostra salute. 

I vaccini servono, lo sappiamo, negarlo è pura ignoranza. Il punto dunque non doveva essere quello di trattare dal punto di vista scientifico il tema, che giustamente va lasciato ai professionisti del settore, ma la questione doveva essere sfruttata per attirare l’attenzione pubblica sul conflitto d’interesse che sussiste appunto tra pubblico interesse e profitto nel mondo della ricerca medica. Il problema dunque, anche per i vaccini, non è legato al trattamento in se, ma a chi li gestisce. 

Il livello di dibattito che è scaturito dagli argomenti mediamente usati da “free vax” e “no vax” contro l’obbligo è stato per lo più bassissimo, anche persone che conosco bene o con cui ho condiviso un percorso fino a pochi mesi fa si sono rese oggettivamente impresentabili, dimostrando la loro inadeguatezza a trattare in pubblico anche di difesa della Costituzione e diritti fondamentali. Abbiamo visto sbandierare in libertà le più bizzarre tesi “complottiste”, abbiamo anche visto persone comuni che sono improvvisate medici o chimici. Abbiamo potuto così apprezzare lo stato di malessere psicologico della nostra società, che vede sempre più persone affette da disturbi paranoici della personalità. Ovvio se ci pensate, visto che tali disturbi sono legati sovente a forme depressive che li scatenano o li aggravano. La crisi economica e sociale certamente è una bella fonte di depressione, la paranoia conseguentemente è ovunque. La paranoia è un nemico per chiunque lotti contro questo sistema poiché scredita il dissenso.

Ma allora qual era il punto da trattare? Perché si può parlare di occasione persa? Chi mi segue sa che sono da sempre fortemente critico contro le lobby del farmaco e dunque questo pezzo non vuole essere un plauso al sistema, anzi. Il problema però non era e non è scientifico, ma economico e sociale. Se io sottraggo allo Stato il suo ruolo nella ricerca, l’intero comparto diventa mosso unicamente da logiche di profitto. In sostanza una grande multinazionale vive un perenne conflitto d’interesse, il profitto è l’obiettivo e la salute un mero tramite per ottenerlo. 

Tale logica, puramente liberista, comporta che una multinazionale non investe per definizione dove non guadagna abbastanza, ergo il progresso medico, che pur c’è stato (anche negare questo è ignoranza), è ostacolato nel suo naturale avanzamento da esigenze di lucro. Lucro che può portare anche ad episodi di corruzione, che in passato hanno riguardato ad esempio anche specificatamente il settore delle vaccinazioni. Abbiamo avuto scandali anche nella chirurgia, ma sempre in conseguenza di un modello economico e sociale errato.

Alle mie conferenze talvolta faccio una sorta di battuta per far comprendere alle persone qual è il punto. Uso fare questa domanda al pubblico: “ma se un ricercatore di una grande multinazionale del farmaco scoprisse un modo per debellare per sempre una malattia che genera enormi profitti, ma la cura rendesse meno di quella oggi utilizzata, essa sarebbe commercializzata o messa in un cassetto?”.

La scelta sarebbe ovviamente accantonare tale cura, questa è la naturale conseguenza di una ricerca quasi esclusivamente privata. Si tratta di un caso limite, spesso non si arriva a mio avviso a tanto, temo che, ad esempio, la cura contro il cancro oggi non sia in un cassetto di qualche multinazionale come qualcuno sospetta o forse spera. Il problema resta più sull’indirizzo della ricerca, laddove si finanzia adeguatamente una strada, che dà maggiori margini di guadagno, piuttosto che un’altra che non ne consente, almeno nell’immediato. Per tale logica ad esempio non esiste praticamente adeguata ricerca per le malattie rare, curare quelle persone non rende poiché sono troppo poche.

Con i vaccini abbiamo dunque perso una grande occasione, quella di centrare il tema e portare i cittadini a riflettere su queste distorsioni del liberismo. Invece si è preferito improvvisarci medici ed avventurarci in tesi demenziali che il mainstream ha facilmente demolito screditando così anche i contenuti di difesa della Costituzione che tanti “free vax” e “no vax” si portavano dietro assieme alla loro paranoia.


Avv. Marco Mori, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs